FAQ SUL BANDO INAIL (ASSE 4) 
Asse 4 – Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività
- A chi è rivolto lo specifico Asse 4 del Bando INAIL ISI 2025?
- Quali tipi di progetti finanzia l’Asse 4?
- Quali sono i requisiti temporali per inviare la propria candidatura?
- A quanto ammonta l’agevolazione economica?
- Le imprese senza dipendenti possono beneficiare dei fondi di questo Asse?
- Quali vincoli esistono per i macchinari e gli apparecchi che l’azienda vuole sostituire?
- A livello normativo, quanto vecchi devono essere i macchinari da sostituire?
- Cosa si intende per “intervento aggiuntivo” e in che misura viene finanziato?
- È previsto il rimborso delle parcelle dei consulenti utilizzati per inviare la domanda del bando?
- Posso acquistare macchine semoventi, apparecchiature in leasing o macchinari di seconda mano?
- Quali tetti massimi sono previsti per il rimborso delle “spese tecniche”?
- Quanto tempo ho a disposizione per ultimare il mio progetto?
L’Asse 4 è dedicato esclusivamente alle Micro e Piccole Imprese, incluse quelle individuali, che svolgono la loro attività primaria in specifici settori individuati dai codici ATECO previsti dal bando. Tra questi settori rientrano, ad esempio, pesca, tessile, ristorazione, e lavorazione del legno.
Finanzia progetti mirati a migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso tre tipologie specifiche: la sostituzione di macchine per ridurre il rischio infortunistico, la sostituzione di apparecchi elettrici e i progetti per la riduzione del rischio da polveri di legno.
Le domande possono essere presentate a partire dal 13 aprile 2026 fino alle ore 18:00 del 28 maggio 2026. La procedura è a “sportello” (click day) e segue l’ordine cronologico di arrivo fino all’esaurimento dei fondi.
Il bando eroga un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammesse. L’importo erogato non può essere inferiore a 5.000 € e non può superare il limite massimo di 130.000 €, nel rispetto del regime “de minimis”.
In generale le imprese senza dipendenti non sono ammesse. Vi è tuttavia un’eccezione: possono partecipare i coltivatori diretti o gli artigiani che richiedono il finanziamento per la propria ditta individuale senza dipendenti, a condizione che assolvano regolarmente per se stessi agli obblighi contributivi e assicurativi.
Le macchine o gli apparecchi elettrici da sostituire devono essere di piena proprietà dell’impresa richiedente da almeno 3 anni (calcolati alla data del 31/12/2025) e, una volta acquistato il bene nuovo, devono essere obbligatoriamente alienati tramite rottamazione.
Le macchine da sostituire devono essere state immesse sul mercato in data antecedente al recepimento della direttiva macchine 2006/42/CE. Per gli apparecchi elettrici, l’immissione deve essere antecedente alle norme di recepimento della direttiva 2014/35/CE.
Le imprese possono affiancare al progetto principale l’adozione di un sistema di certificazione per la salute e sicurezza (norma UNI EN ISO 45001:2023). Tale intervento gode di un’intensità di aiuto superiore, essendo finanziabile fino all’80% del suo costo, con un limite massimo erogabile di 20.000 €.
No, i costi relativi alla consulenza per la redazione, gestione ed invio telematico della domanda di contributo sono esplicitamente esclusi dal bando e non possono essere rimborsati.
No, il bando esclude l’acquisto di beni usati, le acquisizioni tramite leasing (locazione finanziaria) e non ammette a finanziamento le macchine semoventi con operatore a bordo.
Le spese tecniche sono riconosciute fino a un massimo del 10% dei costi di investimento (limite monetario di 10.000 €). Se il progetto consiste però nel mero acquisto di macchine, il tetto per le spese tecniche si dimezza, scendendo al 5% (massimo 5.000 €).
Le aziende devono realizzare il progetto e inviare la documentazione di rendicontazione entro 12 mesi dalla ricezione dell’approvazione della domanda. In casi giustificati, l’impresa può domandare una proroga non superiore a sei mesi.
