FAQ SIMEST – FONDO 394/81 TEMPORARY MANAGER 
Fondo 394/81 – Circolare n. 8/394/2023
- Qual è lo scopo del bando SIMEST “Temporary Manager”?
- Quali imprese possono partecipare?
- Chi è il Temporary Manager e come deve essere inquadrato?
- Quali sono gli importi massimi e minimi del finanziamento?
- Esiste una quota a fondo perduto? A chi spetta?
- Come deve essere ripartito il budget del progetto?
- Quali spese accessorie rientrano nel limite del 40%?
- I costi di consulenza per inoltrare la domanda sono ammessi?
- Ci sono delle spese espressamente escluse dal bando?
- In quanti Paesi esteri posso sviluppare il mio progetto?
- Da quale momento è possibile effettuare pagamenti validi ai fini del bando?
La misura finanzia l’inserimento temporaneo in azienda di un Temporary Manager finalizzato a realizzare progetti di innovazione tecnologica, digitale o ecologica, per supportare l’internazionalizzazione dell’impresa sui mercati esteri.
Possono presentare domanda le imprese aventi sede legale e operativa in Italia che abbiano già depositato almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti alla data della domanda.
Può essere un Temporary Export Manager, Digital Marketing Manager, Innovation Manager o un professionista con comprovata esperienza in questi settori. L’inserimento in azienda deve avvenire esclusivamente tramite un contratto stipulato con una società di servizi terzi.
L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso agevolato che va da un minimo di 10.000 € a un massimo di 500.000 €. In ogni caso, l’importo richiesto non può superare il 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci aziendali.
Sì, le imprese possono richiedere un cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% (massimo 100.000 €) in regime “de minimis”. Spetta a specifiche categorie tra cui: MPMI del Sud-Italia, MPMI giovanili (60%), MPMI femminili (60%), MPMI innovative, imprese con il 20% di fatturato export, oppure imprese con certificazioni di sostenibilità (es. ISO 45001, SA8000) o interessi diretti in USA e Balcani Occidentali.
Le spese per le prestazioni del Temporary Manager devono rappresentare almeno il 60% dell’intero intervento agevolato. Il restante 40% (al massimo) può essere destinato a spese strettamente connesse alla realizzazione del progetto elaborato dal manager.
Rientrano le spese per marketing, integrazione digitale, ottenimento di certificazioni internazionali, licenze e tutela del “made in Italy”. Sono ammesse anche spese di viaggio e soggiorno degli amministratori, le spese per accogliere potenziali partner in Italia (esclusa la normale clientela) e le spese legali per aprire filiali estere.
Sì, i compensi per i consulenti impiegati nella presentazione e gestione della richiesta di finanziamento sono rimborsabili, ma solo fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
Sì, sono escluse le spese relative a personale all’estero, strutture o vendite dirette all’estero, attività legate in modo diretto ai quantitativi esportati, oltre alle spese correnti di ordinaria amministrazione (come consulenza fiscale o legale continuativa).
L’impresa può presentare la propria domanda includendo fino a un massimo di tre Paesi di destinazione.
La misura non è retroattiva. Le spese sono ammissibili solo se fatturate e pagate (tramite un conto corrente dedicato) a partire dalla data di ricezione del numero di CUP. Tutte le attività dovranno poi concludersi entro 24 mesi dalla stipula del contratto. L’assegnazione avverrà con procedura a sportello (click day) in ordine cronologico di arrivo.
