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Domande frequenti


Gentile Imprenditore, abbiamo qui inserito le domande che di solito ci vengono poste dagli imprenditori sugli impianti fotovoltaici  partendo da quelle più frequenti.


Le 20 domande più frequenti degli imprenditori (interessanti, in particolare, la 11, la 12, la 16 e la 18)

  1. Da che cosa è composto un impianto fotovoltaico?
  2. Quanto costa un impianto fotovoltaico e a quanto ammontano i costi di manutenzione?
  3. Dove e come può essere installato un impianto fotovoltaico?
  4. Quanto spazio può occupare un impianto fotovoltaico, per esempio da 100 kWp?
  5. Quanta  elettricità può produrre, in un anno,  un impianto fotovoltaico per esempio da 100 kWp?
  6. Che cosa è la tariffa incentivante GSE e a quanto ammonta?
  7. Se immetto in rete tutta l’energia che produco (o anche una buona parte) questa mi viene pagata ugualmente? Oppure ho diritto a riscuotere la sola tariffa incentivante GSE?
  8. Cosa si intende per  “vendere l’energia eccedente” e  cosa  invece per “scambio sul posto”?
  9. Oltre al contributo GSE e alla possibilità di rivendere l’energia elettrica prodotta dall’impianto, posso ottenere ulteriori contributi ed incentivi pubblici del tipo a fondo perduto?
  10. Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?
  11. Mi conviene investire adesso in un impianto fotovoltaico, considerando che il prezzo dei pannelli quasi certamente diminuirà?
  12. La tecnologia dei pannelli fotovoltaici migliorerà sicuramente. Non sarebbe più conveniente aspettare?
  13. Quanti anni ci vogliono per ammortizzare il costo di un impianto fotovoltaico?
  14. Quali sono, ad oggi, le marche migliori di pannelli fotovoltaici?
  15. Con quale materiale sono realizzati i principali tipi di pannelli fotovoltaici attualmente in commercio?
  16. Mi hanno detto che, a partire dal 2010, tutte le aziende che vorranno realizzare nuovi capannoni industriali o commerciali,  oppure effettuare ristrutturazioni che richiedono la concessione edilizia da parte del comune, hanno l’obbligo di  dotarsi di impianti per la produzione di energia elettrica (tra questi gli impianti fotovoltaici). Tutto vero?
  17. Ho sentito dire che, a partire dal 2010, tutte le aziende che hanno consumi superiori ai 100.000 KWh annui saranno obbligate ad auto-prodursi energia elettrica, per mezzo di impianti fotovoltaici o impianti alternativi, in misura non inferiore al 20% dei propri consumi. Quanto c’è di vero?
  18. Dispongo già di quattro preventivi, elaborati peraltro in tempi molto rapidi da chi me li ha proposti. Quali sono gli elementi necessari per  fare una corretta valutazione? Anche perché si discostano alquanto per importo, per marchio del prodotto e per soluzioni suggerite.
  19. È vero che si rischia di non vedersi riconoscere il contributo GSE?
  20. Se un’azienda è proprietaria di più immobili in luoghi separati, può realizzare un impianto per ciascuno degli immobili?



1) Da cosa è composto un impianto fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico trasforma l’energia solare  in  energia elettrica.

Esso è composto essenzialmente da:

L’unità di misura di un impianto fotovoltaico è il kW Picco o Potenza, in sigla kWp.

La quantità di energia elettrica prodotta dall’impianto viene invece misurata in kilowattora, in sigla kWh.

N.B.: Un impianto fotovoltaico è finalizzato a produrre energia elettrica, mentre  un  impianto  solare  termico  è finalizzato a riscaldare acqua.


2) Quanto costa un impianto fotovoltaico e a quanto ammontano i costi di manutenzione?
Valori orientativi di costo dell’impianto vanno da 7.500/7000 €/ kWp per gli impianti di piccola taglia a circa 5.000 €/kWp per impianti di grandi dimensioni.

Il costo annuo di manutenzione dipende dal tipo e dalle dimensioni dell’impianto: può partire da uno 0,20% annuo del costo complessivo per impianti fissi installati su tetti di capannoni industriali, sino al 2% - 2,5% annuo del costo iniziale se si tratta di impianti dotati di dispositivi girevoli (ad inseguimento solare).
3) Dove e come può essere installato un impianto fotovoltaico?
I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazzo, ecc.), su strutture quali pensiline per parcheggi, tettoie e verande, oppure sul terreno o creando una struttura di sostegno ad hoc, in base a requisiti di:
  • disponibilità di spazio necessario per installare i moduli
  • corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli
Le condizioni ottimali in Italia sono:
  • Esposizione a SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione)
  • Inclinazione dei moduli compresa fra 25° (latitudini più meridionali) e 35° (latitudini più settentrionali)
  • Assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento

4) Quanto spazio può occupare un impianto fotovoltaico, per esempio da 100 kWp?
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Dipende da diversi e molteplici fattori. Per tale motivo non è possibile dare un’indicazione precisa: per un impianto da 100 kWp, per esempio, possono essere sufficienti  600/700 mq  sino ad arrivare anche a 2.200/2500 mq.
5) Quanta elettricità può produrre, in un anno, un impianto fotovoltaico per esempio da 100 kWp?
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La capacità produttiva di un impianto la si misura in termini di kilowattora (kWh) prodotti. Tale produttività dipende da diversi fattori quali:
  • Prestazioni tecniche e qualità dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature)
  • Radiazione solare incidente sul sito di installazione
  • Orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli
  • Assenza/presenza di ombreggiamenti
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In Italia, prendendo come riferimento un impianto di buon livello tecnologico, ogni kWp può produrre annualmente:
  • Settentrione estremo: 1.000 – 1.100 kWh/anno
  • Settentrione 1.100 – 1.300 kWh/anno
  • Centro-nord  1.200 – 1.400 kWh/anno
  • Centro: 1300 - 1400
  • Sud  1.400 – 1.600 kWh/anno

6) Che cosa è la tariffa incentivante GSE e a quanto ammonta?
La tariffa incentivante è il contributo che il GSE paga all’azienda per ogni kWh prodotto dall’impianto per il periodo di 20 anni. Le tariffe, che rimangono costanti in termini di moneta corrente per la durata del suddetto periodo, sono differenziate in base alla taglia degli impianti ed al grado di integrazione architettonica:

Taglia di potenza dell’impianto Non integrato (€/kWh) Parzialmente integrato (€/kWh) Integrato (€/kWh)
1 kW P 3 kW 0,40 0,44 0,49
3 kW < P 20 kW 0,38 0,42 0,46
P > 20 kW 0,36 0,40 0,44

Per tutte le taglie, i valori delle tariffe sopramenzionati sono riferiti ad impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente fra il 13 aprile 2007 (data di emanazione della Delibera AEEG n°90/07, prevista dal DM 19 febbraio 2007) ed il 31 dicembre 2008, e comunque sino ad un massimo di 1200 MW installati complessivamente su territorio nazionale.

Per gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010, ovvero dal momento in cui risulteranno installati 1.200 MW su territorio nazionale, le tariffe sono decurtate del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al 2008, con arrotondamento alla terza cifra decimale.

Si ricorda che la tariffa incentivante avrà termine e non sarà più erogata quando risulteranno installati 3.000 MW complessivi su territorio nazionale.

Le suddette tariffe sono incrementate del 5% (con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale) nei seguenti casi, non cumulabili fra di loro:
  • impianti maggiori di 3 kW di potenza, non integrati architettonicamente, i cui soggetti responsabili impiegano l’energia elettrica prodotta in modo tale da conseguire il titolo di autoproduttori  ossia auto consumatori (ai sensi dell’art. 2, comma 2 del D. Lgs. n. 79/99 e successive modifiche e integrazioni);
  • impianti i cui soggetti responsabili sono scuole pubbliche o paritarie di qualunque ordine e grado o strutture sanitarie pubbliche;
  • impianti integrati (integrazione “totale” ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b3) del DM 19 febbraio 2007) in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto realizzati in superfici esterne degli involucri di:
    • edifici,
    • fabbricati,
    • strutture edilizie di destinazione agricola;
  • impianti i cui soggetti sono Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti in base all'ultimo censimento ISTAT (incluse Municipalità e Circoscrizioni, sempre che abbiano una loro autonomia e siano sotto i 5000 abitanti);

Per gli impianti fotovoltaici operanti in regime di scambio sul posto e che alimentano, anche parzialmente, utenze ubicate all’interno o asservite ad unità immobiliari di edifici (ai sensi dell’articolo 2, comma 1 del D. Lgs. n. 192/05) è prevista l’applicazione di un premio aggiuntivo abbinato ad un uso efficiente dell’energia.

Per gli anni successivi al 2010, le tariffe sono ridefinite con appositi decreti interministeriali, in mancanza dei quali si continueranno ad applicare le tariffe definite per gli impianti che entrano in esercizio nel 2010.
7) Se immetto in rete tutta l’energia che produco (o anche una buona parte) questa mi viene pagata ugualmente? Oppure ho diritto a riscuotere la sola tariffa incentivante GSE?
Lei otterrà entrambi i ricavi. Infatti per ogni kilowattora prodotto dall’impianto fotovoltaico:
  • Riscuoterà la tariffa incentivante GSE (da 0,36 sino a 0,44 centesimi ed eventuale incremento del 5%)
  • Le sarà pagato a prezzo di mercato (sino a  0,0964 centesimi) qualora opti per la vendita dell’energia elettrica eccedente.
Nel caso in cui opti per lo “scambio sul posto” la quantità di energia elettrica prodotta dall’impianto andrà a compensazione con quella prelevata dalla rete (per approfondimenti leggasi domanda 8).
8) Cosa si intende per "vendere l'energia eccedente" e cosa invece per "scambio sul posto”?
È bene comprendere, in primis, un meccanismo fondamentale: l’azienda continua a prelevare energia elettrica dalla rete Enel, così come ha sempre fatto. L’azienda però, a sua volta, immette nella rete Enel tutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico. Per ricorrere ad una metafora, se pensiamo alla rete Enel come ad una diga, è come se un rubinetto dell’azienda immettesse, a monte, acqua nella diga, mentre un rubinetto dell’Enel, a valle della diga stessa, rifornisse acqua all’azienda. A questo punto si dovrà contabilizzare quanta acqua l’azienda ha immesso nella diga e quanta l’Enel ne ha data all’azienda, e per differenza fare i calcoli.

In un impianto fotovoltaico sono infatti previsti dei contatori che contabilizzano l’energia immessa in rete dall’azienda e l’energia prelevata dalla stessa.

A sé stante viene montato il contatore GSE che contabilizza tutta l’energia prodotta e immessa in rete dall’impianto fotovoltaico, ai fini del calcolo del contributo e dell’importo che il GSE dovrà versare mensilmente all’azienda.

Regime di vendita dell’energia eccedente

Optando per il regime di vendita dell’energia elettrica prodotta, vediamo adesso cosa accade: ipotizziamo che l’azienda abbia immesso energia elettrica in rete più di quanto ne abbia prelevata: il contatore contabilizzerà quindi nell’arco di un mese, per esempio, + 10.000 KWh a favore dell’azienda. In tal caso i 10.000 KWh le saranno pagati a prezzo di mercato (attualmente 0,0964 centesimi). Qualora invece l’azienda abbia prelevato energia elettrica più di quanta ne abbia immessa in rete, il contatore contabilizzerà, per esempio, + 10.000 KWh a favore dell’Enel, che l’azienda dovrà pagare.

Regime di “scambio sul posto” (possibile per impianti sino a 200 kWp)

Se si opta per il regime di “SCAMBIO SUL POSTO” il meccanismo contabile è il medesimo di quello sopra illustrato con una variante significativa. Se il contatore avrà contabilizzato + 10.000 kWh a favore dell’azienda, questi non le saranno pagati bensì saranno contabilizzati come credito in kWh che l’azienda vanterà nei confronti dell’Enel. Questo credito nei confronti dell’Enel deve essere consumato entro tre anni dalla contabilizzazione, pena la decadenza, dato che non è prevista la liquidazione in denaro. Qualora invece il contatore avrà contabilizzato + 10.000 kWh a favore dell’Enel, questi dovranno essere pagati alla stessa. Si evidenzia che il regime “scambio sul posto” è la soluzione più pratica per gli impianti tarati alla pari o inferiori ai fabbisogni di energia elettrica dell’azienda.
9) Oltre al contributo GSE e alla possibilità di rivendere l’energia elettrica prodotta dall’impianto, posso ottenere ulteriori contributi ed incentivi pubblici del tipo a fondo perduto?
Vi sono alcune normative, salvo verifica dei requisiti di accessibilità della sua azienda, cumulabili con il contributo GSE che prevedono contributi a fondo perduto, in credito d’imposta o in conto interessi (abbattimento degli interessi) in misura non superiore al 20% del costo complessivo dell’impianto.
10) Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?
I costruttori più accreditati garantiscono per i pannelli fotovoltaici, generalmente, 25 anni di vita con una produttività, al 25° anno, pari all’80-85% di quella inizialmente garantita al nuovo. Trascorsi i 25 anni, un impianto fotovoltaico continua a produrre energia elettrica per ancora 20/30 anni con buoni rendimenti (80%-65%). 

Gli inverter invece possono essere garantiti da un minimo di 5 ad un massimo di 10 anni. Si consideri comunque che sono i pannelli fotovoltaici a rappresentare i componenti economicamente più rilevanti dell’investimento complessivo.
11) Mi conviene investire adesso in un impianto fotovoltaico, considerando che il prezzo dei pannelli quasi certamente diminuirà?
Non è affatto sicuro che il prezzo dei pannelli fotovoltaici diminuisca, anzi. Si consideri a riguardo la fortissima domanda che oggi caratterizza (e caratterizzerà negli anni a venire) il mercato nonché  la grande difficoltà dei produttori nel reperire la materia prima, il silicio. Comunque vada il Decreto Ministeriale è assolutamente chiaro: la tariffa incentivante GSE (il contributo medio è di 0,40 centesimi per ogni kilowattora prodotto dall’impianto) è stata tarata in rapporto al prezzo corrente dei pannelli. Quindi, per esempio, qualora  il prezzo dei pannelli fotovoltaici dovesse diminuire del 50% anche il contributo diminuirà del 50% attestandosi a circa 0,20 centesimi per ogni kilowattora prodotto. Lo stesso vale se il prezzo dovesse aumentare (ma siamo convinti che, in tal caso, l’adeguamento del contributo tarderebbe ad arrivare…).
12) La tecnologia dei pannelli fotovoltaici migliorerà sicuramente. Non sarebbe più conveniente aspettare?
La tecnologia fotovoltaica a livello industriale vanta ben 55 anni di esperienza (il primo pannello è del 1953), e non è poco. Negli anni a venire si potranno ottenere miglioramenti, ma è difficile ipotizzare una vera rivoluzione tecnologica. Si consideri che colossi multinazionali, quali Mitsubishi, Solar World, Sharp, Sun Power, da più di qualche anno gareggiano ormai su qualche manciata di watt in più prodotto per pannello.  Ricordiamo inoltre ciò che è successo all’industria automobilistica. Negli anni 70 molti ingegneri ipotizzavano che una macchina di media cilindrata, nel 2000, avrebbe percorso oltre 100 Km con un solo litro di benzina. Era una ipotesi che si è rilevata un sogno, purtroppo. Intanto, per i pannelli fotovoltaici vi è una certezza: gli incentivi europei e statali termineranno ed investire in impianti fotovoltaici non sarà più la grande occasione che è oggi. Ecco perché la Germania, in breve tempo, ha già raggiunto 3.000 MW installati sul proprio territorio (con un irraggiamento solare inferiore del 30% rispetto all’Italia!), mentre qui …  si dorme.
13) Quanti anni ci vogliono per ammortizzare il costo di un impianto fotovoltaico?
Oltre a considerare i tempi di ammortamento, le aziende dovrebbero considerare un vantaggio straordinario che l’investimento in un impianto fotovoltaico può generare: il cash flow (flussi di cassa) in attivo, da subito. Per ciò che invece concerne gli anni utili ad ammortizzare l’impianto, dare una risposta certa e univoca è praticamente impossibile se non si dispone di tutti i dati dell’azienda e della tipologia dell’impianto. Si consideri, a riguardo, che i risultati di  accurati studi di fattibilità hanno  indicato in alcuni casi  l’ammortamento dell’impianto  in  5/6 anni, in altri casi  8/10 anni che sono comunque pochi in rapporto alla temporalità di lungo termine dell’investimento.
14) Quali sono, ad oggi,  le marche migliori di pannelli fotovoltaici?
Le più accreditate, in termini di tecnologia, qualità del prodotto, garanzia, affidabilità e durabilità sono, ad oggi, le seguenti (in ordine alfabetico): First Solar, Helios, Kyocera, Mitsubishi, Power light, QCells, Sanyo, Sharp, Solar World, Sunways, Sun Power. Per fare un riferimento metaforico al settore automobilistico, tali marche possono essere paragonate alle BMW o alle Mercedes.
15) Con quale materiale sono realizzati i principali tipi di pannelli fotovoltaici attualmente in commercio?
I pannelli si compongono di moduli che possono essere realizzati in:
16) Mi hanno detto che, a partire dal 2010, tutte le aziende che vorranno realizzare nuovi capannoni industriali o commerciali,  oppure effettuare ristrutturazioni che richiedono la concessione edilizia da parte del comune, hanno l’obbligo di  dotarsi di impianti per la produzione di energia elettrica (tra questi gli impianti fotovoltaici). Tutto vero?
In armonia con quanto previsto dall’allegato I, comma 13, del d.lgs. 192/2005 e 311/2006, la Regione Piemonte ed il comune di Modena per esempio, anticipando i tempi al  01.01.2008, sono stati tra i primi in Italia ad attuare l’obbligo di installare impianti fotovoltaici (e se non fattibile, un diverso impianto a fonte rinnovabile) per tutti gli edifici di nuova costruzione o per quelli che, in caso di ristrutturazione, hanno la necessità di richiedere la licenza edilizia. Si ricorda inoltre che, insieme all’impianto  fotovoltaico, sarà obbligatorio installare un impianto solare termico per la produzione di acqua calda nonché dotarsi dell’attestato di certificazione energetica. Tutte le regioni ed i comuni italiani dovranno comunque adeguarsi a tale direttiva entro il 2010.
17) Ho sentito dire che, a partire dal 2010, tutte le aziende che hanno consumi superiori ai 100.000 KWh annui saranno obbligate ad auto-prodursi energia elettrica, per mezzo di impianti fotovoltaici o impianti alternativi, in misura non inferiore al 20% dei propri consumi. Quanto c’è di vero?
Da indiscrezioni sembra sia stato elaborato, da parte di alcuni parlamentari, un disegno di legge che lo preveda. Vista la crisi energetica e la totale dipendenza dell’Italia dal petrolio, il cui costo è necessariamente destinato a salire (Cina ed India hanno decuplicato in pochi anni la domanda dell’oro nero, ed è solo l’inizio), è auspicabile sia un passo obbligato per il governo attuale o futuro, di qualunque colore esso sia. E con molta probabilità sarà adottata una percentuale superiore al 20%. Inoltre, visto che le aziende che intendono realizzare edifici di nuova costruzione saranno tenute a realizzare gli impianti fotovoltaici, anche le altre dovrebbero adeguarsi, almeno quelle i cui capannoni risultino di proprietà o in leasing.
18) Dispongo già di quattro preventivi, elaborati peraltro in tempi molto rapidi da chi me li ha proposti. Quali sono gli elementi necessari per  fare una corretta valutazione? Anche perché si discostano alquanto per importo, per marchio del prodotto e per soluzioni suggerite.
Un impianto fotovoltaico è un investimento importante per un'azienda.
Per capire se un preventivo è attendibile e se è stato eseguito da professionisti del settore, è necessario che contenga i seguenti elementi:
  • Consumi e fabbisogni di energia elettrica dell’azienda, che considerino le quantità di kWh impiegati ed il costo effettivo per ogni kwh, comprensivo di oneri e accessori, anche in considerazione dei consumi dell’azienda nelle fasce di picco e di fuori picco.
  • Esatto rilevamento del posizionamento della superficie - confronto dei dati rilevati a mezzo tecnologia satellitare con i dati delle planimetrie catastali - su cui andrà ad essere installato l’impianto rispetto ai punti cardinali Nord-Sud-Est-Ovest nonché rispetto alla latitudine.
  • Grado di inclinazione del tetto e relativo grado di inclinazione dei pannelli suggerita, soprattutto rispetto alla latitudine.
  • Individuazione della tipologia di pannello più idoneo (policristallino o  monocristallino, ovvero amorfo-film sottile o film sottile) e sue dimensioni, nonché scelta della struttura di sostentamento se a base fissa oppure orientabile.
  • Sulla base di tutti i dati relativi ai precedenti tre punti, distanza necessaria tra una fila di pannelli e l’altra (che può variare statisticamente da circa 1,00 sino a 2,80 metri) per evitare ombreggiamenti anche minimi che possano inficiare notevolmente la produttività dell’impianto (in particolare per il policristallino e monocristallino).
  • Ricerca degli istituti di credito disponibili a finanziare l'investimento per intero o parzialmente. Illustrazione dei piani di ammortamento di operazioni di mutuo bancario o leasing, e costo del denaro relativo a tali operazioni.
  • Costi di polizza assicurativa e relativo premio;
  • Schede tecniche nonché certificati di garanzia dei prodotti, in particolare dei pannelli fotovoltaici e degli inverter.
  • Normative e agevolazioni riguardanti incentivi e finanziamenti a fondo perduto, in credito d’imposta o  abbattimento degli interessi, cumulabili con il contributo GSE.
  • Decremento della produttività dell’impianto negli anni, anche considerando la garanzia del costruttore (solitamente 80%- 85% sino al 25° anno).
  • Tutti i dati tecnici relativi agli impianti elettrici esistenti e alla logistica, rilevati attraverso accurato e meticoloso sopralluogo da parte di un ingegnere o perito specializzato, anche per mezzo di opportuno servizio fotografico.
  • Indicazione della tempistica di realizzazione e di collaudo dell’impianto nonché dei tempi di erogazione del contributo GSE.
  • Ammortamento fiscale dell’impianto;    
  • Elaborazione di un preciso Business Plan che consideri tutti  (proprio tutti) i punti suddescritti, compendiati in un progetto preliminare. Tale documento è indispensabile perché permette all’azienda di effettuare la scelta più oculata e più vantaggiosa in base ai dati oggettivi, alle variabili, ai parametri propri dell’azienda ed ai suoi fabbisogni energetici.  Il progetto preliminare è, tra l’altro, fondamentale per ottenere la massima disponibilità da parte degli istituti di credito a finanziare per intero l’investimento.

19) È vero che si rischia di non vedersi riconoscere il contributo GSE?
Questa ipotesi può dipendere esclusivamente da errori della ditta installatrice. Effettivamente alcuni impianti non hanno superato il collaudo (non sono stati rispettati le norme ed i criteri previsti per questo tipo di impianti) oppure alcune istanze sono state respinte dal GSE perché la documentazione era incompleta. Sarà quindi opportuno che l'azienda  verifichi che la ditta installatrice garantisca la massima esperienza e professionalità per questo tipo di impianti, con un occhio  attento verso quegli operatori che non hanno maturato una significativa esperienza in impianti di medie-grandi dimensioni o che si sono improvvisati esperti in fotovoltaico.
20) Se un’azienda è proprietaria di più immobili in luoghi separati, può realizzare un impianto per ciascuno degli immobili?
Sì.



  … E LE ALTRE DOMANDE

- Ho letto un articolo di un professore universitario che affermava che investire in impianti fotovoltaici è praticamente una “fregatura”…

Nel coro, tra tante voci a favore, qualcuna stonata. E ciò ha fatto eco. A riguardo una semplice domanda: perché in Paesi come la Germania, la Spagna e addirittura gli Stati Uniti (si, proprio loro che sino a qualche anno fa gli veniva l’orticaria a sentir parlare di energia da fonti rinnovabili, tanti interessi hanno per il petrolio…) hanno investito e stanno investendo, dagli enti pubblici alle aziende private, miliardi in impianti fotovoltaici? E i pannelli fotovoltaici impiegati sono i medesimi commercializzati in Italia e agli stessi prezzi. Da ciò scaturisce una seconda domanda: Lei pensa davvero che i tedeschi,  gli spagnoli e gli americani siano così sprovveduti? Oppure hanno semplicemente capito, prima di noi, che il problema petrolio è davvero una strada senza ritorno e hanno valutato la tecnologia fotovoltaica come una delle migliori soluzioni possibili?


- È vero che qualora vi sia un black out da parte dell’Enel, grazie all’impianto fotovoltaico  continuerò a disporre di energia elettrica?

No.
L’azienda, se da una parte l’azienda immette in rete tutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico, dall’altra continua a prelevare energia dall’Enel così come ha sempre fatto. Quindi, in caso di black out, rimarrà comunque senza luce. Se l'azienda non fosse sempre connessa alla rete elettrica Enel, di notte rimarrebbe “a luci spente”.


–  Quali sono i vantaggi di un impianto fotovoltaico, considerando anche gli aspetti ecologici?
  • Affidabilità degli impianti poiché non esistono parti in movimento (impianti fissi)
  • Costi di esercizio e manutenzione ridotti al minimo (per gli impianti fissi)
  • Modularità del sistema (per aumentare la potenza dell’impianto è sufficiente aumentare il numero dei moduli).
  • Investimento con vantaggi economici immediati e di medio-lungo termine
  • Assenza di qualsiasi tipo di emissione inquinante nell'ambiente, soprattutto di anidride carbonica
  • Risparmio di combustibili fossili

-A chi va inoltrata la richiesta di connessione alla rete di un impianto fotovoltaico?

Il soggetto responsabile che intende realizzare l’impianto fotovoltaico inoltra al gestore di rete locale richiesta di connessione alla rete (a seconda dell’ubicazione degli impianti, si tratterà di Enel Distribuzione, ACEA, AEM, AEM Torino, ecc.).


-Come si può valutare la produzione annua attesa di energia elettrica?

La valutazione può essere effettuata a partire dai dati di insolazione del territorio italiano su superficie orizzontale riportati nella Norma UNI 10349: “Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici. Dati climatici”. I suddetti dati debbono essere corretti in relazione all’effettiva esposizione ed inclinazione del campo fotovoltaico e trasformati in producibilità annua sulla base del rendimento dell’impianto. Esistono specifici software che permettono di eseguire tale calcolo.


-Per quale tipologia di impianti è necessario richiedere la licenza all’Ufficio Tecnico di Finanza (UTF)?

Sono soggetti alla Denuncia di Officina Elettrica e a licenza di esercizio UTF gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW (legge 133/99).

Nel caso in cui l’impianto ricada in territori montani, sono soggetti a tale obbligo solo gli impianti di potenza superiore a 30 kW.


-Il proprietario di un immobile dato in affitto a terzi può installare dei pannelli sul tetto dell’immobile e richiedere un contatore per immettere energia in rete, pur non avendo né installato, né intestato a proprio nome alcun contatore per la fornitura di energia in quel sito?

Può farlo se la potenza dell’impianto fotovoltaico è superiore a 20 kW, oppure, nel caso di impianto di potenza non superiore a 20 kW, qualora non si sia optato per il servizio di scambio sul posto.
Restano fermi, comunque, i diversi ed ulteriori rapporti tra proprietario e conduttore, disciplinati dal relativo contratto di locazione.


-Che cosa s’intende per meccanismo d’incentivazione “in conto energia”?

Con l’espressione "conto energia" viene indicato un meccanismo di incentivazione che remunera l’energia elettrica prodotta da un impianto per un certo numero di anni (20 anni).


 - Chi effettua l’erogazione delle tariffe incentivanti?

L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.a.


-Per quanti anni vengono erogate le tariffe incentivanti e cosa succede al termine del periodo di incentivazione?

L’incentivazione è erogata per 20 anni. Al termine di questo periodo non si interrompono i benefici derivanti da:
  • scambio sul posto dell’elettricità per gli impianti di potenza non superiore a 200 kWp che abbiano optato per tale disciplina;
  • remunerazione  dell’elettricità  immessa in rete per tutti gli impianti di potenza superiori ad 1 kWp, ad eccezione di quelli di potenza fino a 200 kWp che abbiano optato per il servizio di scambio sul posto.
-Possono accedere all’incentivo impianti non collegati alla rete elettrica?

No, il meccanismo del “conto energia” premia unicamente gli impianti collegati alla rete elettrica, ivi incluse le piccole reti isolate di cui all’art. 2, comma 17 del D.Lgs. 79/1999.

Ogni singolo impianto dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica non condiviso con altri impianti fotovoltaici come definito nel art. 4 comma 9 del DM 19 febbraio 2007.


-Quali impianti possono accedere all’incentivazione?

Possono accedere alle tariffe incentivanti, riconosciute all’energia prodotta, gli impianti fotovoltaici di potenza nominale uguale o maggiore di 1 kW, collegati alla rete elettrica, entrati in esercizio in data successiva all’emanazione della Delibera AEEG n° 90/07:
  • a seguito di nuovo impianto ;
  • a seguito di rifacimento totale dell’impianto;
  • a seguito di potenziamento di impianto preesistente.
Sono ammessi alle tariffe incentivanti previste dal DM 19 febbraio 2007 anche gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra il 1° Ottobre 2005 e l’entrata in vigore della Delibera AEEG n°90/07, sempreché tali impianti:
  • siano stati realizzati nel rispetto delle condizioni dei DM 28 luglio 2005 DM 6 febbraio 2006;
  • non beneficino e non abbiano beneficiato delle tariffe dei predetti DM.
In tal caso, la richiesta di concessione della tariffa deve pervenire entro 90 giorni dall’emanazione della Delibera AEEG n° 90/07, pena la decadenza dal diritto alla richiesta dell’incentivazione. Le tariffe applicate sono quelle previste per l’anno 2007 dal DM 19 febbraio 2007.


-Quali i tempi per la comunicazione del riconoscimento della tariffa incentivante da parte del GSE?

Per tutti gli impianti, il GSE, verificato il rispetto delle disposizioni del DM 19 febbraio 2007, comunica al soggetto responsabile la tariffa riconosciuta entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta completa di tutta la documentazione.


-E’ possibile accumulare l’energia fotovoltaica prodotta?

E’ possibile ed è particolarmente utile per gli impianti fotovoltaici non collegati alla rete elettrica (rifugi di montagna, ecc.), la cui produzione, si ricorda, al momento non è ancora incentivata.
Invece, per gli impianti incentivati collegati alla rete, l’energia in eccesso rispetto ai consumi può:
  • essere immessa in rete e prelevata successivamente quando la produzione è inferiore ai consumi (per impianti non superiori a 200 kWp che scelgono il servizio di scambio sul posto);
  • essere venduta al gestore di rete (per impianti che scelgono la cessione in rete).
-E’ possibile realizzare un impianto di potenza che produca in eccesso rispetto ai propri consumi?

Sì.


-E’ possibile realizzare un impianto di potenza che produca meno  rispetto ai propri consumi?

Sì.


- Chi effettua le letture dell’energia prodotta?

Il soggetto che effettua le letture è diverso a seconda della potenza dell’impianto.
In dettaglio, nel caso di impianti con potenza nominale:
  • Compresa fra 1 e 200 kW, che si avvalgano o meno del servizio di scambio sul posto, è il gestore locale di rete che effettua la rilevazione dell’energia elettrica prodotta, oltre all’installazione ed alla manutenzione delle apparecchiature di misura;
  • Maggiore di 200 kW, che immettono in rete tutta l’energia elettrica prodotta, è il gestore locale di rete cui l’impianto è connesso che effettua la rilevazione. Inoltre, i soggetti responsabili debbono inviare, su base annuale e riferita all’anno solare precedente, copia della dichiarazione di produzione di energia elettrica presentata all’Ufficio Tecnico di Finanza;
  • Maggiore di 200 kW, che non immettono in rete tutta l’energia elettrica prodotta, il soggetto responsabile può scegliere se avvalersi o meno del gestore di rete cui l’impianto è collegato per la rilevazione dell’energia prodotta. Anche in questo caso il soggetto responsabile deve trasmettere al soggetto attuatore, su base annuale e riferita all’anno solare precedente, copia della dichiarazione presentata all’Ufficio Tecnico di Finanza.
- È vero che se voglio ottenere ulteriori contributi ed incentivi (a fondo perduto, in credito d’imposta, conto interessi) sull’investimento in un impianto fotovoltaico, oltre alla tariffa incentivante erogata dal GSE,  dovrò dotarmi di attestato di certificazione energetica?

A decorrere dal 1° gennaio 2007, l'attestato di certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessata è necessario per poter accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura, sia come sgravi fiscali o contributi a carico di fondi pubblici, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell'unità immobiliare, dell'edificio o degli impianti. Tale direttiva non risulterebbe ancora però attuata, al momento, né dalle Regioni né dagli enti locali.


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